sabato 6 giugno 2009

BOTTA e RISPOSTA

BOTTA E...

Ciao Francesca,

scrivo alla persona (e alla amica) e non al soggetto politico, non potrei fare altrimenti.

Mi permetto di rispondere alla tua e-mail visto che abbiamo condiviso un interesse comune all'interno della lista. Lo faccio conoscendoti come una persona intelligente e spero tu accetterai una mia critica alle tue parole.

Mi delude leggere quello che hai scritto e mi delude il modo in cui ti rivolgi a persone la maggior parte delle quali tu non conosci nemmeno. Scrivendo nella mailing list della lista ti sei volutamente rivolta, infatti, alla totalità di coloro che compongono studenti democratici. Se hai delle critiche da fare a qualcuno in modo specifico, come traspare dalla tua e-mail, faresti una figura migliore a fare nomi e cognomi e a contattarli. In questo senso la prima ad essere vaga sei tu. Sei vaga ( ed è questa la cosa che mi colpisce di più) anche nei contenuti della tua e-mail. Un tono assolutamente duro il tuo, ma che non viene assolutamente giustificato. Questo per me è inaccettabile!
Non accetto parole così dure e soprattutto non credo che tu ti possa permettere di rivolgerti in questo modo ad una lista universitaria con cui hai condiviso percorsi e scelte e che ti ha sempre sostenuto! Guarda che le critiche le dovrebbe fare la lista nei tuoi confronti e non il contrario: ne approfitto per ricordarti che alle elezioni di due anni fa, quando tu eri coordinatrice di economia, la nostra lista ha fatto un buco clamoroso non riuscendosi a presentare nel consiglio di facoltà per una banale disattenzione. Ti ricordo che per avere un rappresentante ad economia abbiamo fatto dimettere una serie di persone (tutte!) per farti salire nel Senato Accademico integrato, cosa che è avvenuta e alla quale però è seguita la tua, legittima quanto improvvisa, scelta di andare a studiare altrove. Non mi è sembrato un comportamento del tutto corretto il tuo e che ha portato, nei fatti, a non avere totalmente una rappresentanza presente in una facoltà per due anni!!! Nonostante questi particolari nessuno però si è mai permesso di muoverti alcuna critica e tantomeno di rivolgersi a te con parole così pesanti come tu fai invece nei confronti di un'intera lista. Ma come ti permetti, senza nemmeno avere più partecipato ad una riunione della nostra lista da quando sei andata a studiare all'Aquila, di accusarci di poca trasparenza, di mancanza di pluralismo, di mancanza di democraticità?! Penso che tutti coloro che partecipano alle decisioni della nostra lista possano testimoniare di aver sempre avuto l'occasione di portare avanti le loro idee e di averle sempre potute esprimere liberamente. Ma che cosa stai dicendo?!!

Mi dispiace, ma credo proprio che tu abbia proprio sbagliato ad assumere questa posizione...e te lo dico, prima di tutto, da amico sperando che tu mi considererai tale anche dopo la mia critica.

Ciao. Dario


RISPOSTA

Ciao Dario,

scrivo alla persona (e all’amico), ma anche al soggetto politico, visto che hai avuto la delicatezza di inviare la tua mail anche in mailing list.

Personalmente ho preferito ricevere risposte in via privata e personale alla mia mail.

Cercherò di rispondere in modo sintetico, per punti.

1.1) Non ho fatto nomi e cognomi perché non sono il tipo che sputtana gli altri in mailing list; e poi avrei rischiato di tralasciare qualche nome;

1.2) Chi doveva afferrare il messaggio, l’ha afferrato perfettamente;

Contattare chi? Quelli che non mi rivolgono la parola perché sono “la donna di”? Quelli che, dopo il congresso dell’udu, mi hanno bollata come il nemico, il traditore, la spia?

Se ci tengono, mi contattino loro, perché non hanno che da scusarsi con me.

Il mio attacco è giustificato dalla terra bruciata che si sta cercando di farmi attorno.

2.1) Sarò pure stata un coordinatore mediocre, forse pessimo (ti ricordo però che io presi in mano la facoltà al primo anno, e che ho ricostruito la lista in due mesi), ma ti ricordo anche che il passato è passato: se qualcuno aveva qualcosa da dire, doveva farlo allora. Se poi vogliamo fare i pignoli, la banale disattenzione non è stata mia, ma della segreteria di presidenza. Avrò fatto i miei errori, ma non puoi darmi colpe non mie.

2.2) La mia vita privata riguarda me e me soltanto: come tu stesso sottolinei, la mia è stata una scelta improvvisa.

E ancora come tu dici, è stata legittima. Ho scelto di cambiare facoltà e corso di studi, l’ho scelto improvvisamente, ma non si può pretendere che io restassi un altro anno a economia solo e soltanto per la lista.

Va bene lo spirito di abnegazione, ma mi sembra un po’ troppo!

E se qualcuno voleva mandarmi al diavolo, era liberissimo di farlo.

2.3) Quando abitavo all’Aquila, tornavo a casa per 3 giorni ogni 40: se permetti, ho deciso di dedicare questo tempo alla mia famiglia e alle persone a me più care; ma sì, facciamo ancora un po’ i pignoli: non è nemmeno vero che non ho mai partecipato ad una riunione, pensaci bene.

3.1) Una lista che decide di escludermi dalla mailing list e di “tagliarmi fuori” da tutto, peraltro senza avere il coraggio di comunicarmelo né di dare spiegazioni plausibili, non è trasparente.

3.2) Per quanto io sia stato un elemento incapace ed inaffidabile, come si deduce dalle tue parole, nel periodo pre-elettorale ho dato tutto l’aiuto che mi è stato possibile dare, e non mi sembra che il mio operato abbia fatto schifo o danneggiato qualcuno; ora vengo buttata fuori a calci perché le mie posizioni sono discordanti da quelle che, credo, siano quelle della maggioranza: sono io che non c’entro più niente con la lista o forse un po’ di pluralismo manca?

3.3) Una lista il cui coordinatore/portavoce si autonomina, senza nemmeno essere espressione di una linea di pensiero maggioritaria… beh, è democratica come il Sozialistische Einheitspartei Deutschlands (SED) nella cosiddetta Repubblica Democratica Tedesca.

Finiti i punti (aggiungerei altro, ma mi sembra che la cosa stia già andando troppo per le lunghe), alcuni appunti.

Caro Dario, io detesto fare la vittima, ma devo dirtelo: se ho lasciato l’attività della lista, l’ho fatto perché ho una battaglia molto più grande da combattere, e soprattutto molto più grande di me.

Tu hai mandato una, come si dice, “letteraccia” ad una persona che soffre di ansia, panico e depressione; non dico che tu non dovessi indignarti per ciò che ho scritto, né che non dovessi farmi le tue rimostranze, ma c’è modo e modo di farlo.

Ti ho sempre conosciuto come una persona molto educata e rispettosa, e spero che tale tu sia rimasto.

Ultima cosa: se devi mandare la stessa mail a due persone (o a una persona e ad una mailing list), usa il magico Ccn, almeno per non far sapere che mi stai buttando fango addosso davanti a tutti.

Perché se non l’hai fatto, le alternative sono tre: o non sai cos’è il Ccn, o hai voluto essere molto onesto e farmelo sapere, o sei stato parecchio scortese.

Ti pregherei di non dare seguito a questa conversazione, perché, davvero, la mia situazione è difficile e i miei nervi ne stanno già risentendo abbastanza.

Comprendo la tua indignazione ed accetto la critica, ma mi è sembrato necessario rispondere a tono.

Per quanto mi riguarda, spero non vorremo serbarci rancore per questa storia.

Ciao Dario… e salutami la mamma!

Fra

venerdì 5 giugno 2009

Addio Studenti Democratici - Studenti Per - Udu Brescia


Potete smettere di essere vaghi.

Allo stato dell'arte, ritengo di essere fra coloro che non hanno rapporti con voi.

Ritengo altresì che, non riconoscendomi più nell'operato della lista né nel suo modus operandi (o almeno in quello di alcuni), io non abbia alcun motivo per continuare ad interessarmi alle vostre attività.

Ringrazio le persone con cui ho lavorato in grande sintonia per due anni, in una lista democratica, plurale e trasparente quale era Studenti Democratici.

Quella che vedo ora è tutt'altro, e me ne dispiaccio, perchè è un'associazione in cui ho creduto e che ho sempre difeso con le unghie e con i denti.

Quindi vi saluto, e con effetto immediato mi elimino dalla mailing list e tronco ogni mio rapporto con la vostra associazione, prima di venire esclusa d'imperio.

Nutro la speranza che chi si professava mio amico pensi a me come ad una persona, e non ad un soggetto politico nemico o ad un cancro da estirpare; l'amicizia, se sincera, va ben oltre i chiacchiericci e le divergenze d'idee.

Buona vita a tutti.

Francesca Martinengo

martedì 14 aprile 2009

NO!

Qualcuno, saggiamente, tace.
Ancora pochi capiscono che, in certi casi, non servono parole; o ne servono poche; e quelle poche dovrebbero essere, non dico intelligenti o illuminanti, ma quanto meno non stupide.
Quindi, per favore, la prossima volta che vi capita di parlare con qualcuno che ha visto crollare la città in cui viveva, non chiedete "allora, passata la paura?".
Perché la risposta è NO. NO. NO.

sabato 4 ottobre 2008

Latest updates

Buono, non metto mano al blog da almeno un mese, ma pare che il mondo non si sia fermato nonostante questo.
Dunque, alcuni aggiornamenti per chi da un po' non ha mie notizie (non sono mai stata un dio nel dare mie notizie -vedi mail e messaggi cui mi dimentico sistematicamente di rispondere)...
Da qualche settimana a questa parte mi sono trasferita a L'Aquila (non sapete dov'è? c'è un motivo se hanno inventato google earth!), dove continuo a lottare contro la burocrazia (posso confermare che è un dramma).
Mi manca la mia lista, e non perché, come è facile pensare, è un buon motivo per cazzeggiare... mi mancano i miei ragazzi, che forse ho angariato troppo negli ultimi due anni, senza essermi presa il tempo per dimostrare che volevo -e continuo a volere- loro un gran bene.
Non riesco a non farmi gli affari della lista, non riesco a non chiamarla "la mia lista".
Non mi manca Brescia.
Mi spaventa il pensiero di perdere di vista molte persone con le quali, oggettivamente, non avrò mdo di mantenere i contatti.
Ultimamente sono un po' apatica... ed è tutto qui.


mercoledì 10 settembre 2008

.:Burocrazia:. un dramma italiano - atto II


Barricato in bunker stracolmo di borse della spesa e biancheria stirata, il protagonista della tragedia Burocrazia - un dramma italiano si prepara alla resa dei conti contro i congiurati di quello che, appare ormai chiaro, è un complotto ai suoi danni.

All'apparenza sembra che abbia passato tutto il pomeriggio a cazzeggiare su internet (ormai la sua unica occupazione insieme alla coltivazione della piantagione di tuberi nell'aiuola), ma in realtà ha fatto molto più che guardare i video dei muse su youtube: si è scaricato decreti e regolamenti di ogni genere.

Queste armi, insieme all'ormai fidato Plico delle Fotocopie, lo rendono, se non invincibile, difficilmente vulnerabile.

Il piano è perfettamente congegnato e, stranamente, non prevede più atti da cui potrebbe scaturire un questour (tour in questura).

Il grido di battaglia sarà: "Io di qui non me ne vado finché non vedo una lettera di rettifica!"

La sera scende su San Eustachio.


::fine secondo atto::

.:Burocrazia:. un dramma italiano - atto I

La prima puntata di Burocrazia - un dramma italiano è ambientato nell'ombroso chiostro di San Faustino, in una calda mattina di fine estate.
Il protagonista, in procinto di trasferirsi a 600 km di distanza, attende nervoso il suo turno sul muretto di fronte alla segreteria.
Il suo destino giace da una ventina di giorni nelle mani di quest'ultima: riuscirà il nostro eroe ad ottenere i documenti necessari per il trasferimento?
::flashback::
Tutto cominciò mesi fa, a maggio, quando il nostro si recò allo sportello per ottenere delle informazioni riguardo al suddetto trasferimento.
All'epoca gli era stato richiesto un fantomatico nulla osta rilasciato dall'università di destinazione, oltre a vari altri documenti (la maggior parte dei quali costituita da liberatorie di vario tipo).
Immaginate lo stupore del protagonista quando, sempre a 600 km di distanza, in un'altra segreteria, si sentì dire che il nulla osta non solo non era necessario, ma nemmeno veniva rilasciato.
Quando finalmente consegnò la richiesta di trasferimento, il famoso nulla osta non figurava nemmeno nella lista degli allegati; fu allora che si palesò la tendenza segretaristica al terrorismo psicologico, fatto di documenti inesistenti, liberatorie e firme in calce.
Fattosi furbo nel frattempo, il protagonista aveva cominciato a fotocopiare qualunque documento relativo al trasferimento in suo possesso, per via del non si sa mai, e a custodire gelosamente il tutto.
Fra questi faceva bella mostra di sé la fotocopia della richiesta di trasferimento, compilata nel modo più dettagliato possibile (come richiesto), con tanto di timbro e data a mo' di ricevuta.
::fine flashback::
Giunto il suo turno, il nostro pone la semplice domanda che lo angoscia ("ho presentato richiesta di trasferimento, volevo sapere se la pratica è stata avviata") e riceve una risposta lineare e rassicurante: sì, la pratica è stata avviata qualche giorno prima, ne riceverà comunicazione via lettera e poi dovrà solo aspettare.
Felice e sollevato, il protagonista affronta il sole di mezzogiorno e torna a casa pregustando un buon pranzetto.
Non plus ultra: entrato in casa l'eroico studente trova sul suo letto la lettera che aspettava (pensiero: che efficienza! a saperlo, non sarei nemmeno passato in segreteria!).
E qui comincia il vero dramma.
Viste le precedenti lotte con sportelli di vario genere, il protagonista apre la busta e legge con attenzione ogni singola parola della missiva.
Sembra che vada tutto bene... E INVECE NO!!
La letterina, già spedita fra l'altro all'ateneo di destinazione, riporta il codice della classe di laurea SBAGLIATO: non è quello scritto sulla domanda di trasferimento, e corrisponde ad un altro corso di laurea.
Superato un iniziale momento di disperazione, l'eroe deve pensare: per fare ciò inizia a percorrere avanti e indietro il corridoio borbottando contumelie.
Poi, la decisione: il giorno dopo tornerà in segreteria di buon mattino (lì per lì vorrebbe tornarci immediatamente ed entrare abbattendo la porta, ma desiste), armato di tutte le sue fotocopie e, in caso la situazione degeneri, del biglietto da visita dell'avvocato, che custodisce sempre nel portafogli.
Vuole una lettera di rettifica, e l'avrà.

::fine primo atto::


lunedì 8 settembre 2008

Meat is Murder...oh, really?


Ascoltare "Meat is murder" mi infonde un certo senso di colpa nei confronti del pranzo domenicale... ma poi scovo questa foto e mi chiedo "E quello sarebbe uno sguardo vegetariano?!".
E il senso di colpa è già scomparso.